Ultima modifica: 28 Maggio 2019

Guerrilla SPAM: Lo Scambio

Il 27 aprile scorso si è concluso a Follonica il progetto d’arte “Urban Art City”, che si è svolto a partire dal 23 febbraio ed è stato curato da Sofia Bonacchi dell’associazione culturale ‘A Testa Alta’, in collaborazione con Street Level Gallery di Firenze.

Atto finale del progetto è stata la donazione al CPIA 1 Grosseto della tela Lo Scambio, esposta durante la mostra nella Pinacoteca Civica di Follonica ed opera del collettivo di street artist Guerrilla Spam. Il CPIA 1 Grosseto ha provveduto a collocare l’opera nei locali della scuola, in viale Europa 20 a Follonica.

Chi fosse interessato ad approfondire la propria conoscenza del collettivo di artisti autori dell’opera può consultare le pagine del loro blog all’indirizzo: http://guerrillaspam.blogspot.com.

Di seguito pubblichiamo alcune foto dell’opera e una breve nota di presentazione dell’opera redatta dal Prof. Diego Accardo, docente di Tecnologia della sede di Follonica del CPIA 1 Grosseto.

Pinacoteca Civica di Follonica: Guerrilla Spam “Lo Scambio”

La tela “Lo Scambio” esposta nell’atrio della sede di Follonica del CPIA 1 Grosseto

 

Tra i numerosi misteri che circondano gli Etruschi, una certezza: come tutti gli uomini del Mediterraneo sono da sempre stati in contatto con altri popoli, altre culture e tradizioni e hanno scambiato le loro conoscenze, usanze, cibi e parole con gli altri. Così, scudi e vasi etruschi si ritrovano nei santuari greci di Delfi e Olimpia; fibule e buccheri, sempre etruschi, si trovano ancora in numerosissimi siti (più di centoventi) a sud della Francia o nella penisola iberica. I Celti adottano la prassi del banchetto alla maniera greca, “il simposio”, copiandolo dagli etruschi, mentre questi si contaminano con gli stili decorativi degli artigiani nordici. Manufatti etruschi si trovano in Germania, In Gran Bretagna, Danimarca e Polonia. Al tempo stesso le case e le tombe etrusche si riempiono di oggetti lontani: manufatti egizi, pendagli e scarabei dell’industria levantina, brocchette d’argento da Cipro, avorio e uova di struzzo. Anche l’architettura monumentale, l’olivicoltura e la scrittura ci arrivano dalla Grecia, mentre noi esportiamo vino, metalli e oggetti d’artigianato. Oltre le merci, viaggiano gli uomini: aristocratici e intellettuali greci si recano a Vulci, Tarquinia, Caere e Veio, e influenzano le culture locali. Il Mediterraneo è geograficamente un luogo di incontro, “una piazza” fatta di terra, acqua, porti e barche, di gente che arriva e gente che parte. L’incontro raffigurato nell’opera è un evento passato ma anche presente, tra popoli del Mediterraneo: uno scambio reciproco di oggetti, conoscenze, parole e modi di pensare. La scacchiera che circonda la composizione è un modello elementare di pieni e vuoti utilizzato da tantissime popolazioni antiche; lo usarono i popoli italici, lo usarono gli etruschi (soprattutto nelle decorazioni parietali funerarie), lo usano ancora oggi molte società tradizionali africane del centro Africa.
Prof. Diego Accardo